INTERVIEW
Kirsty MacColl talked to ZOOM while In these shoes? was a big hit in Italy.
Giuseppe Bergamini
Dopo
aver trascorso la sua vita artistica a fianco del famoso produttore Steve Lillywhite,
Kirsty MacColl cambia decisamente direzione strizzando l'occhio ai Caraibi
e ai ritmi afro-cubani. Il suo album Tropical
Brainstorm è un curioso patchwork di suoni latino-americani cantati
in inglese, nella particolare interpretazione di un'artista che vuole chiudere
col passato. Kirsty, in Inghilterra sei stata un'ottima spalla di gente come
Smiths e Pogues, e collaborando con loro hai ottenuto un buon successo commerciale. Por
cosa è successo?
La fine del mio matrimonio con Steve Lillywhite ha voluto dire molto. In passato ho sacrificato molto la mia carriera solista pas spalleggiare personaggi come i Pogues o gli Smiths, ne sono stata felice ma era giunto il momento di pensare un po'a me stessa. Tre anni fa circa ho smesso di ascoltare musica inglese e mi sono spostata in America latina dove ho scoperto i suoni di quei luoghi. Una volta a casa ho scoperto di essere rimasta talmente influenzata dai quei luoghi, cosi ci sono ritornata ben nove volte! Il risultato è tuto in Tropical Brainstorm.
Cosa ti ha colpito di quei luoghi?
"La mia ricerca si è svolta a Cuba e in Brasile, due culture diverse con un background identico, quello della schiavitu nera. Si tratta di paesi molto poveri ma dove c'è molta dignità e rispetto per le piccole cose che nei paesi occidentali forse non cantano più. A Cuba andare a un concerto l'abito nuova e se ogni cosa è possibile, tutto è routine. Sono paesi con piu problemi ma davvero più sinceri."
Musicalmente cosa ti aveva stufato dell'Inghilterra?
"Direi tutto! Non c'è assolutamente più nulla di nuovo. Tutto il pop inglese scimmiotta i Beatles o gli Stones, cè poco da addiungere. Inoltre il business che c'è dietro è sempre più esasperato e vincola l'artista a essere sempre meno artista e più personaggio, cosa davvero detestabile."
Non credi che il tuo progetto sia un po'troppo ambizioso?
"No, anche perchè grazie a internet oggi tutti possono fare la musica propria di paesi lontani giditando la tastiera del computer. Io in Sudamerica ho passato due anni, e in questi due anni ho incontrato persone e apprezzato colori di mondi che non conoscevo e che ho cercato di racchiudere in un disco, visto che in dondo questo è il mio lavaro."
Tornerai a fare musica pop "all'inglese" o è presto per dirio?
"Chi lo sa? Questo disco è comunque molto positivo, solare, e in futuro vorrei transmettere solo sensazioni come queste."
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